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Non crederai mai a quello che è successo – Ovvero l’arte del clickbait

Da 31 Maggio 2024Nessun Commento
Clickbait

Hai Mai Sentito Parlare di Clickbait?

Quante volte ci è capitato di trovare sul web titoli di notizie che ci sembrano interessanti, solo per scoprire di essere caduti nella trappola del clickbait? Molte, troppe, il titolo di questo articolo ne è (volutamente) un esempio.

Ma perché esistono e cosa sono esattamente gli articoli clickbait? In questo articolo ti spieghiamo di cosa si tratta, perché vengono scritti e come riconoscerli, facendo alcuni esempi. Scopri tutto quello che c’è da sapere sul clickbait!

Cos’è il clickbait?

Clickbait è un termine coniato da Jay Geiger, uno sviluppatore informatico e blogger americano, che allude a un contenuto creato con un unico scopo: spingere l’utente a fare un click per arrivare su una certa pagina. L’etimologia lo rende ancora più chiaro: si tratta di una combinazione della parola “click” con la parola “bait” (esca). La traduzione è quindi anche la spiegazione del suo significato, ovvero un’esca per i click.

Gli articoli clickbait di solito consistono in titoli o immagini che hanno toni sensazionalistici e conducono a pagine con contenuti di bassa qualità o non corrispondenti a quanto i titoli sembrano promettere. Questo tipo di pratica mira a manipolare l’utente per strappargli un’azione specifica (il click), offrendo un’esperienza di navigazione scadente e causando spesso il disappunto di chi arriva sulla pagina di destinazione.

Insomma, lo scopo è attirare traffico verso specifici siti o blog attraverso l’inganno, in modo che il sito in questione risulti molto frequentato. Ciò apre diverse opportunità commerciali a chi lo gestisce, come ad esempio la possibilità di inserire delle pubblicità, ovviamente facendosi pagare.

Come riconoscere un clickbait

Prima di tutto, un titolo clickbait deve attirare l’attenzione dell’utente. Ti sorprenderà sapere quanto siano comuni questi trucchi! Ecco alcuni segnali tipici:

  • parole che evocano emozioni o sorpresa: “Scandaloso!”, “Una cosa pazzesca!”, “Guarda il video che ha commosso tutti”;
  • titoli che dicono poco o nulla sul contenuto dell’articolo: “Incontra un vecchio amico. Non immaginerete cosa succede dopo”; “La Juve dice di no. Ronaldo si infuria”;
  • promesse di facili guadagni o benefici: “Come sono diventato milionario in una settimana”, “Il segreto per perdere 5 kg in un giorno”;
  • informazioni riservate e segreti: “Il libro che la chiesa non vuole che tu legga”, “Lo scandalo che nessuno può raccontare”, “Il video di Roswell sfuggito alla censura”;
  • titoli che fanno leva sulla paura: “5 errori che possono portare al fallimento della tua azienda”, “Impennata di contagi da Coronavirus: ecco perché”.

Il tratto distintivo più comune delle pagine di destinazione è, come detto, la presenza di pubblicità, spesso sotto forma di banner, o di altri titoli clickbait per “tenere dentro al circuito” il navigatore che, attirato nuovamente, potrà visionare altra pubblicità o effettuare un acquisto. Questo è ovviamente il vero scopo del clickbait.

Esempi di titoli clickbait

Di seguito trovi alcuni esempi realmente presenti sul web di titoli clickbait che ho trovato mentre scrivevo questo articolo. 

  • “Scopri come ho guadagnato 500 euro in 10 minuti usando Facebook.”
  • “Non crederai mai cosa ha fatto questa celebrità per perdere peso!”
  • “La verità dietro al successo di Amazon che nessuno ti ha mai detto.”

Il clickbait funziona?

Le persone sono curiose per natura. Tanto più la promessa sembra essere esagerata, tanto più crescerà la curiosità di ricevere la ricompensa, che è facilmente raggiungibile, perché basta un solo click. Ma perché siamo così facilmente ingannabili?

Facciamo un esempio banale. Navigando troviamo il titolo “come ho guadagnato 500 euro in 10 minuti usando Facebook”. Pur sapendo che il testo della pagina di destinazione sarà quasi certamente deludente, siamo comunque disposti a cliccare. Per tre ordini di ragioni:

  • Il beneficio appare comunque interessante: “Non riuscirò a ottenere 500 euro, ma forse 100 sì.”;
  • il tempo richiesto è molto moderato: “Posso permettermi di buttare due minuti di tempo.”;
  • il rischio non è percepito: “Ho cliccato con l’intento di guadagnare soldi, non di spenderli.”

Apparentemente, quindi, i clickbait funzionano. Ma cosa accade quando ci accorgiamo della fregatura?

Clickbait ed etica sul web

Abbiamo capito che il clickbait può generare traffico e vendite su un sito web. Sappiamo inoltre che è facile che questo tipo di contenuti diventi virale. Ma a che prezzo?

Quando un sito di notizie fa uso sistematico di titoli clickbait, crea fake news e cerca sistematicamente di manipolare l’utente, la fiducia di chi naviga viene meno. Immaginate di notare la pubblicità di una concessionaria che promette sconti astronomici sull’acquisto di una nuova auto. Quando arrivate all’autosalone scoprite che tutti i veicoli sono in vendita a prezzo pieno. Non solo non otterrete alcun vantaggio, ma state perdendo tempo e avvertite la sensazione di essere stati fregati.

Quando questo accade, si tende ad azzerare la credibilità della fonte. Anche nel caso che la concessionaria in futuro decida davvero di fare degli sconti, tenderete a escluderla dalle opzioni di acquisto (“di sicuro ci sarà un’altra fregatura”).

Cosa ci insegna il clickbait

Quello che abbiamo letto ci lascia alcune lezioni di cui possiamo fare tesoro: quando vogliamo attirare l’attenzione, a volte i titoli sono più importanti dei contenuti. La scelta di un titolo può influenzare la diffusione via social di quel contenuto.

Tuttavia, l’uso sistematico di clickbait porta a un crollo del tasso di rimbalzo e ha una ricaduta negativa sulla credibilità, con la forte possibilità di ottenere l’effetto contrario a quello voluto. Inoltre, con un po’ di attenzione è possibile identificare i titoli clickbait ed evitare di perderci tempo.

Per quanto riguarda i gestori di siti web, se decidi di usare un titolo clickbait, parti dal contenuto. Ciò significa creare un contenuto ricco e approfondito e poi creare un titolo che accenda la curiosità su quel tema. Così non perderai credibilità e potrai beneficiare dei click.

Conclusione

Il clickbait è una realtà del web moderno, ma non devi essere una vittima. Conoscendo i trucchi utilizzati dai creatori di contenuti, puoi navigare il web in modo più critico e informato. Ricorda, non tutti i contenuti accattivanti sono clickbait, ma essere consapevoli ti aiuterà a distinguere tra informazioni di valore e semplici esche per clic.

Vuoi saperne di più su come migliorare la tua presenza online senza ricorrere al clickbait? Contattaci oggi stesso e scopri come possiamo aiutarti a crescere in modo etico e sostenibile!