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Novità dall’UE per contrastare le frodi all’IVA negli e-commerce – Il decreto del Consiglio dei Ministri

Da 21 Luglio 2023Nessun Commento
Contrastare l'IVA negli e-commerce

Il 1° luglio, il Consiglio dei Ministri ha adottato un decreto rivolto a intensificare la lotta contro le frodi all’IVA negli e-commerce. Questo decreto è l’attuazione della direttiva UE 2020/284, che mira a rafforzare le misure di prevenzione e contrasto delle evasioni fiscali nell’ambito delle transazioni online. 

In questo articolo, esamineremo le principali novità introdotte dalla direttiva e il suo impatto sulle aziende e i consumatori.

Le sfide delle frodi all’IVA negli e-commerce

Con la crescita esponenziale del commercio elettronico, le frodi all’IVA sono diventate un’importante preoccupazione per i governi europei. La natura transfrontaliera delle transazioni online e la facilità con cui i venditori possono eludere i controlli fiscali hanno creato un ambiente favorevole per le attività fraudolente. 

Spesso, i rivenditori esteri evadono l’IVA non riscuotendola o utilizzando meccanismi sofisticati per nasconderne l’entità. Questo comporta una concorrenza sleale nei confronti dei venditori locali e un danno significativo alle casse pubbliche.

Le novità della direttiva UE 2020/284

L’UE introduce nuovi obblighi per combattere le frodi IVA negli e-commerce, focalizzandosi sulla condivisione dei dati relativi ai pagamenti transfrontalieri con carta di credito o debito.

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera preliminare, il 17 luglio 2023, al decreto legislativo che mette in atto la direttiva UE 2020/284.

I prestatori dei servizi di pagamento saranno particolarmente coinvolti nelle nuove misure. Come si legge nel comunicato stampa del Governo del 17 luglio, i punti principali sono due e mirano a bloccare comportamenti fraudolenti in materia di IVA nella vendita di prodotti e servizi ai consumatori dell’UE, monitorando i pagamenti. I due punti sono: 

  • I prestatori dei servizi di pagamento (PSP) devono ora conservare i dati relativi ai beneficiari dei pagamenti effettuati nelle transazioni tra Paesi dell’UE o tra Paesi dell’UE e Paesi terzi (acquisti transfrontalieri).
  • Inoltre, i PSP sono tenuti a trasmettere le informazioni disponibili all’Agenzia delle Entrate come parte del loro impegno.

Impatto sulle aziende e i consumatori

L’Amministrazione finanziaria nazionale sarà responsabile della condivisione dei dati nel Central electronic system of payment information (CESOP), un sistema elettronico centrale di informazioni sui pagamenti. Questo consentirà di creare le condizioni per effettuare gli incroci di dati necessari a livello dell’UE per contrastare le frodi IVA negli acquisti transfrontalieri. Il CESOP entrerà in funzione il 1° gennaio 2024.

Il decreto legislativo approvato in fase preliminare il 17 luglio 2023 dà un ruolo chiave ai prestatori di servizi di pagamento operanti nell’UE per implementare le novità contro le frodi IVA nell’e-commerce. Saranno oggetto di monitoraggio coloro che ricevono più di 25 pagamenti transfrontalieri per trimestre, poiché il numero delle operazioni è un indicatore utile per individuare l’eventuale svolgimento di attività economiche online.

Tutti i dati rilevanti relativi ai pagamenti con carta di credito o debito raccolti dalle diverse Amministrazioni finanziarie dei paesi dell’UE saranno inseriti in un unico contenitore per essere archiviati, aggregati e sottoposti a controlli incrociati.

In caso di mancato rispetto degli obblighi, il comunicato stampa del Governo specifica che si applicheranno le norme del decreto legislativo n. 471 del 1997, relative alle sanzioni per omessa o irregolare conservazione della documentazione fiscale e per omessa o irregolare trasmissione della documentazione richiesta dall’amministrazione finanziaria.

Conclusione

La direttiva UE 2020/284 rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro le frodi all’IVA negli e-commerce. Di queste misure beneficeranno le aziende, semplificando le procedure fiscali, e contribuiranno a garantire una maggiore equità nel mercato. Allo stesso tempo, i consumatori potrebbero sperimentare cambiamenti nei costi degli acquisti online, ma l’obiettivo è quello di garantire un ambiente commerciale più giusto e sostenibile nell’UE.

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