
European Accessibility Act ed E-commerce: Guida Completa ai Requisiti Tecnici per Evitare Sanzioni
Il panorama del commercio elettronico in Italia e in Europa sta vivendo una delle transizioni normative più importanti degli ultimi dieci anni. Se fino a poco tempo fa l’accessibilità digitale era considerata un requisito obbligatorio quasi esclusivamente per la Pubblica Amministrazione e per i grandi player di mercato, la situazione è radicalmente cambiata. L’entrata in vigore delle direttive europee legate all’Европейский закон о доступности (EAA) chiama a rapporto la quasi totalità dei merchant.
Non si tratta semplicemente di una questione etica, che pure riveste un’importanza cruciale per garantire a chiunque parità di accesso ai servizi digitali. Parliamo di un vero e proprio prerequisito legale e tecnologico, la cui mancata osservanza può comportare sanzioni economiche pesantissime e il blocco immediato delle attività di vendita online. In questa guida dettagliata analizzeremo quali sono i requisiti, chi è realmente obbligato ad adeguarsi e come muoversi dal punto di vista tecnico.
Cos’è l’European Accessibility Act e perché riguarda il tuo negozio online
L’European Accessibility Act (recepito in Italia tramite il Законодательный декрет №. 82/2022) nasce con l’obiettivo di uniformare le regole sull’accessibilità all’interno del mercato unico europeo. L’Europa ha stabilito che i servizi di commercio elettronico rientrano tra i canali fondamentali che devono essere fruibili senza barriere da tutti i cittadini, inclusi coloro che presentano disabilità visive, uditive, motorie o cognitive, sia temporanee che permanenti.
Un e-commerce accessibile è un sito web progettato e sviluppato in modo tale che chiunque possa navigare nel catalogo, comprendere le schede prodotto, inserire un articolo nel carrello e completare la procedura di pagamento in totale autonomia.
Chi deve adeguarsi e chi è escluso (Le Microimprese)
La legge prevede una parziale eccezione per una specifica categoria di imprese, definita “microimprese”. Sono esentate dagli obblighi stringenti dell’EAA le aziende che soddisfano contemporaneamente due requisiti:
-
Meno di 10 dipendenti a libro paga.
-
Un fatturato annuo o un totale di bilancio inferiore a 2 milioni di euro.
Attenzione, però: se il tuo e-commerce supera anche solo uno di questi due parametri, o se l’azienda tratta prodotti digitali, l’adeguamento è obbligatorio. Inoltre, puntare sull’accessibilità anche come microimpresa rappresenta un enorme vantaggio competitivo, poiché apre il negozio a una fetta di mercato precedentemente esclusa.
I requisiti tecnici fondamentali: lo standard WCAG 2.1 e 2.2
Per capire se un e-commerce rispetta i requisiti dell’European Accessibility Act, il punto di riferimento internazionale sono le linee guida WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), in particolare i livelli di conformità A e AA delle versioni 2.1 e 2.2.
I pilastri fondamentali su cui si regge l’accessibilità web sono quattro: Percettibilità, Utilizzabilità, Comprensibilità является Надежность. Vediamo come si traducono operativamente sulle pagine di un e-commerce.
1. Navigazione completa tramite tastiera
Molti utenti con disabilità motorie non possono utilizzare il mouse e si affidano esclusivamente alla tastiera (solitamente usando il tasto Tab) o a tecnologie assistive. Un e-commerce a norma deve permettere di scorrere i menu a tendina, aprire i filtri di ricerca, selezionare le varianti di colore o taglia di un prodotto e cliccare sul tasto “Acquista” senza mai toccare il mouse. L’indicatore del “focus” (la cornice visiva che mostra quale elemento è attualmente selezionato) deve essere sempre chiaramente visibile.
2. Compatibilità con gli Screen Reader e testi alternativi
Gli screen reader sono software utilizzati dalle persone non vedenti o ipovedenti che leggono ad alta voce i contenuti presenti sullo schermo. Se le immagini del tuo catalogo non possiedono il tag остановка (testo alternativo) compilato correttamente, l’utente sentirà solo una stringa vuota o il nome del file (es. “IMG_4567.jpg”). Ogni immagine di prodotto deve avere una descrizione testuale chiara (es. “Camicia in lino azzurra a maniche lunghe, vestibilità slim”). Lo stesso discorso vale per i pulsanti iconici: un’icona a forma di carrello deve essere etichettata via codice affinché lo screen reader pronunci la parola “Carrello” e non “Pulsante generico”.
3. Contrasto cromatico e leggibilità dei caratteri
Il testo deve essere facilmente distinguibile dallo sfondo. Il rapporto di contrasto minimo tra il testo e lo sfondo deve essere di almeno 4.5:1 per i testi standard. Evita combinazioni come testo grigio chiaro su sfondo bianco. Inoltre, i font utilizzati devono essere puliti e scalabili: l’utente deve poter ingrandire i testi della pagina fino al 200% tramite le impostazioni del browser senza che l’impaginazione del sito si rompa o che i testi si sovrappongano.
4. Gestione dei messaggi di errore nei moduli (Form)
La fase di checkout è il punto critico di ogni e-commerce. Se un utente dimentica di inserire il codice postale, il sistema non deve limitarsi a evidenziare il campo in rosso (le persone daltoniche potrebbero non accorgersene). L’errore deve essere notificato anche in formato testuale, spiegando chiaramente cosa manca e posizionando il focus della tastiera direttamente sul campo da correggere.
Cosa si rischia? Il sistema sanzionatorio in Italia
Sottovalutare l’impatto dell’European Accessibility Act è un rischio finanziario enorme. In Italia, le autorità competenti per la vigilanza (tra cui l’AgID e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) hanno il potere di effettuare controlli a campione o di intervenire su segnalazione degli utenti.
Le sanzioni variano in base alla gravità della violazione e alla dimensione dell’azienda, ma nei casi più gravi possono raggiungere cifre nell’ordine di decine di migliaia di euro. Oltre alla multa pecuniaria, l’autorità può imporre la sospensione della vendita online o la rimozione del sito web dai canali pubblici fino a quando non verranno apportate le necessarie correzioni tecniche. A questo si aggiunge l’incalcolabile danno reputazionale per il brand, che verrebbe pubblicamente additato come non inclusivo.
Come pianificare l’adeguamento: la checklist di DigiFe
Se il tuo e-commerce è stato sviluppato diversi anni fa o se utilizzi template preconfigurati su piattaforme come Magento, WooCommerce o Shopify, è molto probabile che il sito non superi un test di accessibilità approfondito. L’approccio corretto non consiste nell’installare quei “plugin widget” di terze parti che promettono l’accessibilità con un click (spesso non conformi e fastidiosi per chi usa veri screen reader), bensì nell’intervenire direttamente sul codice sorgente del sito.
-
Audit Tecnico Iniziale: Analisi automatica e manuale del codice sorgente, della struttura dell’HTML e dei flussi di navigazione.
-
Rifacimento del Checkout Flow: Ottimizzazione dei form di pagamento e spedizione per garantire la totale compatibilità con le tastiere e i sistemi assistivi.
-
Bonifica dei Contenuti: Inserimento massivo dei testi alternativi corretti per l’intero catalogo prodotti e revisione dei contrasti di colore del layout.
-
Dichiarazione di Accessibilità: Redazione e pubblicazione sul sito di una pagina dedicata che attesti il livello di conformità raggiunto, come richiesto dalle direttive europee.
Rendere un e-commerce accessibile non è solo un obbligo di legge da smarcare per evitare una sanzione: è un investimento strategico che migliora l’indicizzazione sui motori di ricerca (Google ama il codice pulito e i testi alternativi ben scritti) e aumenta il tasso di conversione complessivo, offrendo a все i clienti un’esperienza d’acquisto impeccabile.
Il tuo e-commerce è davvero pronto per l’European Accessibility Act?
Non rischiare pesanti sanzioni o il blocco delle vendite online. I nostri tecnici specializzati possono effettuare un audit completo del tuo sito per individuare e correggere ogni barriera digitale.





