Zum Hauptinhalt springen
NEUGIERDEECOMMERCENACHRICHTEN

Goodbye to Cookies – Google kündigt die Revolution an

Durch 23. August 2021Keine Kommentare
Addio ai cookies - copertina

Google annuncia che, a partire dal 2023, il suo browser Chrome non supporterà più i cookies di terze parti.

La notizia, apparsa qualche tempo fa sul blog della compagnia della grande G (qui il link), è stata accompagnata dalla dichiarazione di non voler sostituire i Kekse con altri sistemi di tracciamento. La volontà è quella di creare una rete che tuteli maggiormente la Privatsphäre degli utenti, sulla falsariga di quanto già messo in atto da Firefox ist Safari.

Si prospettano grandi cambiamenti all’orizzonte, soprattutto per quelle imprese che fanno della Onlinewerbung un business e per quei siti che sfruttano i Kekse per mantenere il proprio servizio gratuito.

Il tempo per adattarsi a questo cambiamento radicale c’è (basti pensare che l’annuncio è stato dato per la prima volta il 22 agosto 2019 e non sarà operativo prima del 2023), ma come cambierà il web e cosa devono fare le imprese interessate per adeguarsi?

Andiamo con ordine.

Cosa sono i cookies?

In termini tecnici, un Kekse è un gettone identificativo utilizzato da un’applicazione web lato server per ricevere e archiviare informazioni dal lato client. 

In altre parole un Kekse è “un piccolo file, memorizzato nel computer da siti web durante la navigazione, utile a salvare le preferenze e a migliorare le prestazioni dei siti web (1)”.

A dire il vero esistono diverse tipologie di Kekse, ognuno con una funzione diversa. I più importanti e conosciuti sono i cosiddetti cookies tecnici , i quali consentono una migliore fruizione della pagina e tempi di caricamento più brevi. Essi sono talmente importanti che non è necessario il consenso dell’utente per la loro attivazione.

Ma esistono anche cookies pubblicitari che richiedono un’autorizzazione esplicita. Questi Kekse  sono definiti cookies di terze parti, poiché non appartengono al proprietario del sito che si sta visitando. Essi vengono installati da altre aziende che, previo accordo con il titolare del dominio web, sfruttano i Kekse per raccogliere dati sugli utenti a fini pubblicitari.  

Saranno proprio questi ultimi ad essere mandati in pensione nel 2023.

Cosa cambia?

Lo abbiamo detto, lo scopo di questa operazione è privilegiare la privacy del singolo utente del web. D’altra parte, il rischio che si corre è quello di penalizzare enormemente le aziende che operano nel settore della Onlinewerbung (fra cui Google stessa) e quei siti che sfruttano i cookies di terze parti per mantenere il proprio servizio gratuito. 

Per evitare ciò, Google ha proposto una serie di soluzioni, quattro delle quali sono già in fase di sperimentazione. Uno dei progetti in fase di sviluppo più avanzato si chiama Federated Learning of Cohorts (FloC).

L’obiettivo è quello di passare da un sistema di profilazione individuale ad uno collettivo. Le informazioni raccolte dai Kekse dovrebbero pertanto essere rese anonime ed inserite in gruppi di utenti che condividono interessi simili. 

In questo modo sarà possibile continuare a collezionare informazioni, garantendo allo stesso tempo la privacy degli individui.

Secondo le stime di Google, le nuove tecnologie saranno disponibili a partire dagli ultimi mesi del 2022, per permettere agli sviluppatori web di adattarsi al cambiamento e migrare i propri servizi. Mentre verso la metà del 2023 inizieranno ad venire gradualmente eliminati i cookies di terze parti.

Le modalità della rivoluzione

Le tempistiche annunciate da Google hanno, in realtà, già subito slittamenti (inizialmente il passaggio era previsto per il 2022) e collocano Google in una posizione di ritardo rispetto a Safari ist Firefox, i quali hanno già adottato misure anti tracciamento dei cookies di terze parti.

Ciò dimostra che Google si sta muovendo con cautela, consapevole della enorme entità di questo cambiamento generale dell’ecosistema. Del resto l’azienda di Mountain View detiene la maggioranza delle quote di mercato e trae grandi vantaggi dal business della Onlinewerbung

Si tratta di una vera e propria rivoluzione e, in quanto tale, necessita di una mediazione fra le parti interessate, da una parte Google e dall’altra sviluppatori, editori e autorità di regolamentazione. 

Trovare un punto d’incontro diviene perciò fondamentale, soprattutto per Google stessa, che in questo modo potrebbe beneficiare di numerosi vantaggi. 

In particolare, Google vorrebbe evitare che gestori di siti web e inserzionisti ricorrano a metodi di tracciamento alternativi ai Kekse, come ad esempio il fingerprinting.

Per quanto riguarda il lato client, le soluzioni proposte da Google servono anche a scoraggiare l’utilizzo di programmi che bloccano l’advertising online, chiamati generalmente ad-blocker

Un ultimo, ma sicuramento più importante, aspetto riguarda il rapporto Google/utenti. Con le novità che verranno introdotte è più che probabile che aumenti il controllo esercitato da Google sull’advertising online

Se le aziende esterne non potranno più contare su nessun Kekse, infatti, Google continuerà a raccogliere ed immagazzinare dati. Qualsiasi azienda vorrà fare pubblicità sul web si dovrà, pertanto, rivolgere alla grande G. 

Aziende avvisate..

Können wir dir helfen? Plaudern